Lettera di Natale 2021

“Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?” (Lc 7,19)

 

Questa è la domanda che Giovanni Battista, senza timore, rivolge a Gesù attraverso la mediazione di alcuni suoi discepoli. Offerta alla meditazione dalla liturgia della Parola di alcuni giorni fa, questa domanda ha pian piano preso corpo nella mia testa come possibile augurio da rivolgere alla comunità di Azzano per il Natale di quest’anno.

Passando davanti al Presepio che, spero, abbiamo trovato il tempo di allestire nelle nostre case, sarebbe proprio bello se ci venisse da sfidare il Bambino con questa domanda. “Sei davvero tu” colui che può arrivare a prenderci per mano e a ridarci il coraggio di alzare gli occhi? Sei capace di portare la novità dei giorni di Creazione in questi nostri giorni? Sei tu colui che fa risorgere? Sei capace di rendere grembo fecondo il nostro stare insieme?

 

Prego perché a tutti venga il desiderio di pronunciare le parole di questa domanda che, nella storia di ognuno di noi, suoneranno certamente in modo diverso. Saranno piene di curiosità e stupore quando pronunciate da chi sta vivendo il sapore dell’inizio di una relazione nuova col vangelo e con la vita. Saranno segnate dal groppo in gola che rompe la voce per chi sta attraversando una prova. Potranno essere anche parole appesantite dalla delusione quando pensavamo che il Salvatore agisse secondo criteri e strategie più allineate ai nostri progetti.

 

Ma certamente questa domanda ci ottiene benedizione: coloro che troveranno il coraggio di osare sinceramente questa interrogazione avranno la certezza di essere “vivi”! Di poter sperare l’incontro con qualcuno che promette pienezza di vita! Di essere tra la gente che non si rassegna! E in questi nostri giorni abbiamo bisogno come l’aria di non lasciarci vincere dalla tentazione della rassegnazione!

 

Forse mi sbaglio, ma l’unico vero successo di ogni attività parrocchiale dovrebbe essere misurato dalla capacità di inoculare, in coloro che attraversano la comunità, il dubbio e, insieme, le possibilità di bene nascosti in questa domanda. Sia in chi non crede come, e forse ancor di più, in chi dice o crede di credere.

 

Agli auguri unisco allora anche un grazie. Nella vita di un prete capita tante volte che questo dubbio sia il regalo che resta attaccato al cuore dopo aver ricevuto il racconto di un pezzo di vita, di un sogno grande o di una trepidazione. Grazie per chi non sta lasciando in pace me, don Andrea e don Franco. Grazie per chi ci provoca a non dare per scontato il vangelo mentre si cammina un po’ insieme.

 

Anche ai nostri ragazzi e ai nostri giovani sarebbe bello poter fare questo regalo invece di continuare a riempirli con un mazzetto di certezze in stile “risposta di catechismo”. Certezze che poi loro, per fortuna, sgretolano in un batter d’occhio! Ai nostri ragazzi dovremmo consegnare il fascino di essere cercatori. Dicendo loro chiaramente che per poter cercare serve disponibilità a fare fatica, a metterci testa e cuore. Dovremmo raccontare loro che ci sono domande alle quali non si può far fronte con un “OK Google …”.

 

Già da molto tempo nelle riflessioni sulla vita delle nostre parrocchie si dice che per essere fedeli al vangelo dovremmo trovare il coraggio di cambiarne un po’ il volto. Smantellare quei meccanismi che rendono la chiesa un dispenser di consolanti “pastiglie spirituali” o un rassicurante “monumento ai caduti”!

 

Nessuno sa bene come si deve fare, ma non si può più rimanere fermi!

 

Con la trepidazione di chi non ha certezze, anche noi stiamo provando a non lasciarci ingoiare dalla tentazione di ripetere le stesse cose allo stesso modo. Si sta provando a sperimentare ritmi e modi diversi per accompagnare i nostri ragazzi. Si offrono occasioni perché gli adulti riassaporino il gusto della ricerca del Signore aprendo la Scrittura, confrontandosi su temi legati alla vita. Allo stesso tempo, patiamo sempre più l’aridità di alcuni momenti nelle celebrazioni dove, non potendo più mettere in campo alcune “coperture” (vedi i bambini dei gruppi di catechismo alla messa delle 10,30), viene sfacciatamente messa a nudo la scarsa consapevolezza dell’indispensabile protagonismo della comunità adulta.

 

Proprio per incontrare la comunità di Azzano nella sua vita ordinaria, per confermarci nella fede, per invitarci a “non scandalizzarci” di Gesù (Lc 7,23) e continuare il cammino, nell’anno che stiamo per iniziare, riceveremo la visita del nostro vescovo Francesco. Tra metà maggio e inizio giugno verrà a condividere alcuni momenti di preghiera e di dialogo con noi. La sua visita si chiuderà con la celebrazione della messa domenica 5 giugno, solennità di Pentecoste.

 

Come sapete a settembre avevo iniziato a raccogliere le indicazioni della comunità per il rinnovo del Consiglio Pastorale Parrocchiale. Alcune persone mi hanno dato la loro disponibilità, ma mi riservo di interpellare ancora qualcuno in modo che il nuovo consiglio sia ben assortito. Prossimamente partiamo!

 

Concludo chiedendo a nome della comunità un segno di generosità. Ciascuno come può e vuole. Come per tante nostre famiglie, anche la parrocchia si trova a fare i conti con le esigenze di economie messe alla prova. Il mutuo che continuiamo a pagare continua a pesare (l’ultima rata pagata il 30 novembre è stata di € 3761,21 e il debito residuo ammonta ancora € 330.754,46). Le spese non mancano: cito solo due ultimi interventi improrogabili fatti sui due campanili (per il totale di € 4677) e la “solita” quota annuale per l’assicurazione (pari a € 4924). Non per questo abbiamo tralasciato di porre dei segni di carità verso chi ha bisogno con il sostegno delle borse alimentari (sono stati distribuiti beni per oltre € 20.000 in parte acquistati e in parte raccolti), con il sostegno alla uscite di alcune famiglie in difficoltà e con le offerte per le situazioni di povertà del mondo (circa € 8.000 a missioni, progetti di carità e seminario).

 

Anche a nome di don Andrea e don Franco, porgo gli auguri per un buon Natale e un buon anno. Sia per tutti tempo nel quale rilanciare la speranza nel Signore che viene ad incontrarci.

don Alberto

 

Azzano San Paolo, 22 dicembre 2021

 

PS. Come al solito chi volesse ancora far giungere il dono di Natale della “busta della parrocchia” può farlo consegnandola direttamente in chiesa o in casa parrocchiale.
Per chi predilige forme più “moderne” di sostegno: IBAN IT 94 O 03069 52575 1000 0000 0727
Invito chi volesse rimanere informato di ciò che capita in comunità di tenere d’occhio il sito (www.parrocchia-azzanosanpaolo.com) con la possibilità di iscriversi alla newsletter che garantisce l’aggiornamento rispetto ad attività e avvenimenti particolari.