Racconti di una carità … possibile

commissione carità – parrocchia della Conversione di san Paolo

 

giugno 2019

 

      La persona malata o disabile, proprio a partire dalle sue fragilità e dai sui limiti, può diventare testimone dell’incontro con Gesù che apre alla vita, alla fede e all’incontro con gli altri nella comunità.
Papa Francesco

 

    Molte volte capita di incontrare nella propria comunità persone con disabilità o problematiche particolari che vengono aiutate da educatori e volontari che sentono il bisogno di un piccolo aiuto anche da parte della comunità cristiana. Relazionandosi tra di loro, sentendo lo spirito di appartenenza al gruppo, tutti sono davvero in grado di dare tanto al prossimo.


    Noi della commissione carità abbiamo incontrato i collaboratori che accompagnano questo gruppo: l’educatrice Marina, che fa parte dell’equipe educativa del comune e Davide, un volontario cresciuto vicino al mondo della disabilità e capace di interagire e relazionarsi al meglio con i ragazzi data la sua giovane età. Ascoltiamo il loro racconto:

 

    “Grazie ad un’opportunità venutasi a creare in oratorio, questo gruppo di quattro ragazzi, accompagnati dagli educatori, si ritrovano il lunedì pomeriggio per prestare il servizio al bar dalle 15.30 alle 18.30.
    Questa opportunità nasce dalla fusione delle esigenze della parrocchia, ovvero la volontà di tener aperto l’oratorio anche il lunedì pomeriggio e quella del comune che voleva dare il via a nuovi laboratori, diventando così una risorsa molto importante per la comunità.
    I ragazzi che svolgono il volontariato sono tutti di Azzano e si sentono parte della vita della comunità, felici di aiutare nel luogo in cui sono cresciuti, dove hanno trovato CONTINUITÀ di relazioni avendo vissuto l’oratorio fin da piccoli.
    Ognuno ha il proprio compito per permettere alla squadra di lavorare in modo ottimale, dividendosi i compiti: preparare il caffè, riordinare e prendersi cura del luogo.
    Viviamo insieme ai ragazzi le feste di compleanno che vengono fatte in oratorio dando vita ad importanti relazioni, ad una più completa integrazione in una comunità che sentono loro.
    Questi ragazzi sono risorse davvero importanti in quanto ci insegnano anche che ognuno, nel suo piccolo, è molto bravo nel fare qualcosa.
    Le loro famiglie hanno molto bisogno di stare in contatto con una comunità sensibile, fatta di relazioni, di attenzione, di cura e di famiglie che vivono il nostro paese.
    Nel mese di aprile con questi ragazzi e le loro famiglie insieme a qualche ragazzo che frequenta i cantieri estivi si sono creati gruppi cammino. Il desiderio di queste famiglie è di allargare il gruppo alla comunità per condividere un pezzo di strada.
    Il desiderio di questo gruppo è quello di potersi allargare sempre più mediante la condivisione dei momenti con i ragazzi dei cantieri estivi, con le loro famiglie e con tutti i gruppi che camminano nella stessa direzione, quella del “prendersi cura”.

 

Spunti di riflessione:

– Posso trovare del tempo al lunedì pomeriggio per prendere un caffè al bar dell’oratorio e incontrare di persona questi ragazzi che si mettono a servizio della nostra comunità?
– Mi piacerebbe scambiare due chiacchiere con i loro genitori o semplicemente conoscerli e camminare insieme?
– Cosa vuol dire essere comunità cristiana quando non mi accorgo del mio fratello? Nella nostra comunità, c’è un posto per tutti?

 

Per saperne di più sul SID (Servizio Integrazione Disabili):

 

www.comuneazzanosanpaolo.gov.it
– Ricerca: SID 2019
Carta dei Servizi e Standard qualità
– Ricerca: CAMMINIAMO INSIEME
Locandina

 

 

Carità di casa…

 

    Il telefono suona, rispondo e la segretaria dell’associazione mi chiede se sono disponibile, insieme ad un altro genitore, a recarmi a casa di una famiglia che ha contattato l’associazione per un aiuto …
    Cerco di capire un po’ di più di questa famiglia ma non ci sono molte notizie, ha chiamato un papà che ci ha detto di avere una figlia disabile e che ha bisogno di aiuto. Con un po’ di timore accetto, e chiedo subito con chi potrò fare questo incontro, e mi viene detto.
    Sento l’altro genitore … sentiamo questo papà, ci facciamo dare il loro indirizzo di casa e fissiamo il nostro incontro …
    Per smorzare almeno un po’ il timore che questa situazione così indefinita genera, durante il tragitto in macchina condividiamo alcune possibili ipotesi: “il bambino sarà nato da poco ed è già tornato a casa; dal nome del papà sembra si tratti di una famiglia straniera; …” e così
arriviamo davanti a casa loro.
    Suoniamo al campanello e ci viene ad aprire il papà con in braccio questa bellissima bambina con la sua disabilità visibilmente scritta in viso ma con un sorriso talmente bello da farla quasi dimenticare, potrebbe avere 18/20 mesi … il papà si chiama Hamed e viene dal Ghana; entrando scopriamo pian piano il resto della famiglia: la giovanissima moglie Amine con un pancione incredibile che viene a stringerci la mano con un bellissimo e accogliente sorriso ed entriamo in questa casa fatta di soli due locali cucina e stanza da letto, come diremmo noi un grande openspace, cosparso di vestiti, di giochi, di cibo ovunque.
    Hamed ci porta delle sedie, io e il mio amico ci sediamo di fronte a lui e la moglie rimane ad ascoltarci seduta sul letto mentre la bimba, che si chiama Fatma, a dispetto della ipotonicità che caratterizza questa disabilità salta dal letto al pavimento e non sta ferma un secondo.
    Hamed ci racconta la sua storia: lavora e vive in Italia da 20 anni, ha un lavoro a tempo indeterminato e torna una volta all’anno in Ghana dove sua moglie vive con Fatma, altri cinque fratelli e i nonni materni.
    Noi gli chiediamo come fa a seguire una famiglia così numerosa e lui con serenità ci risponde: “la vita è sempre una benedizione e io ho molta fiducia negli altri”.
    Fatma è nata con un problema cardiaco ma in Africa non c’era la possibilità di operarla. Hamed allora ha chiesto aiuto al suo datore di lavoro che con molta generosità si è informato presso un ospedale di Bergamo in cui l’intervento è possibile e praticamente di routine, come dico-no i medici … ma questo non basta, offre il viaggio di andata e ritorno per Fatma e la moglie Amine grazie anche al contributo dei colleghi di Hamed che integrano quello che il datore di lavoro ha messo a disposi-zione.
    Fatma arriva in Italia, viene operata e l’intervento è andato molto bene e direi anche la ripresa, potrebbero tornare in Africa ma la moglie Amine è praticamente alla fine della gravidanza e non se la sente di affrontare il viaggio, oltretutto dovrebbe sostenere un parto cesareo per alcune complicazioni …
    Hamed ci dice che pensava di poter lasciare Fatma in ospedale con la mamma ma qui non è possibile, lui ha già finito tutti i giorni di permesso e aspettativa per assistere Fatma al momento dell’intervento e deve per forza rientrare al lavoro e ci dice qual è la sua richiesta: “non so a chi lasciare Fatma durante la settimana in cui mia moglie sarà in ospedale”… istintivamente, e con molta incoscienza, noi gli diciamo: “ma non preoccuparti, te la teniamo noi”… poi quel noi è ricaduto su di me e sulla mia famiglia che abbiamo ospitato Fatma nella nostra casa per una settimana riassaporando la gioia di avere con noi una bimba piccola….
    Passata la settimana Hamed viene a casa nostra per riprendere Fatma. È domenica e con me ci sono anche mio marito e i miei figli, prima di lasciare Fatma tra le braccia del papà le diamo tutti un bacio e un fortissimo abbraccio e chiediamo ad Hamed: “ma adesso cosa farà Fatma in Africa?” e lui mi risponde con il suo radioso sorriso che esprime tutta la sua serenità e fiducia nel futuro: “sono tranquillo perché nel villaggio c’è un posto per tutti…”
    Queste due frasi: “la vita è sempre una benedizione” e “nel villaggio c’è un posto per tutti” hanno abitato per tantissimo tempo i nostri pensieri e hanno ridato luce alla vita della nostra famiglia!

 

    Ringraziamo chi ha inviato le proprie storie di carità e rinnoviamo l’invito a chi vuole raccontare e condividere altre storie non tratte da libri o riviste ma sperimentate nell’ordinarietà della vita di tutti i giorni, lo scritto può essere inviato a azzano@diocesibg.it

 

 

Commissione carità giugno 2019